Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Il mio percorso

In una società in cui tutto abbonda manca la cultura del dolore e il rispetto per chi soffre.

Immagine
Viviamo in una società in cui tutto abbonda: beni, offerte, cibo, contenuti. Ma manca qualcosa di essenziale: la cultura del dolore. E, con essa, il rispetto profondo per chi soffre. Il dolore mette a disagio. Non si può sistemare in fretta, non fa guadagnare, non si posta volentieri. Eppure oggi, nel silenzio del Venerdì Santo, il dolore trova casa. Oggi si fa memoria di un’umanità che soffre, cade, si spezza. Di un corpo trafitto, di un grido che sale, di un silenzio che avvolge tutto. È un giorno che ci ricorda che il dolore ha un posto. Che non va ignorato, saltato, nascosto dietro un sorriso di circostanza. Chi soffre non ha bisogno di soluzioni immediate. Ha bisogno di essere visto, riconosciuto, accompagnato. Sento spesso donne dirmi: “Mi sento in difetto.” “Non dovrei stare così.” “Mi sento in colpa.” Ma non è così che si guarisce. Non è così che si onora la vita. Forse oggi possiamo fermarci un attimo. E dare dignità a ciò che fa male. Anche se non lo comprendiamo, anche se no...

Non è colpa tua se sei stanca!

Immagine
Ti scusi, anche quando non dovresti. Ti scusi per non esserci stata, per non aver risposto subito, per aver dovuto disdire un appuntamento all’ultimo. Ti scusi per aver detto di no, per aver avuto bisogno di riposo, per non aver più le energie “di una volta”. Perché c’è un pensiero che ti ripeti spesso, come un mantra che non riesci a fermare: “Non sto facendo abbastanza”. “Non dovrei sentirmi così stanca”. Eppure, ogni giorno, il tuo corpo ti parla. Ogni giorno ti dice che il ritmo è troppo, che la pressione è troppa, che non è normale dover correre senza mai fermarsi. E tu invece, con il cuore pieno di sensi di colpa, continui a spingere. Continui a non dare tregua a te stessa, come se meritassi solo la fatica e il sacrificio. Come se ogni cosa fosse colpa tua. Ma non è colpa tua. Non è colpa tua se ti senti stanca. Non è colpa tua se il tuo corpo non regge. Non è colpa tua se non puoi dare tutto a tutti, ogni giorno. Nessuno ti ha insegnato che chiedere aiuto non è un peccato. Nessu...

Oggi ti racconto di me e di quando mi sono chiesta: "ma questa vita la sto scegliendo o solo sopportando?"

Immagine
Non dimentico quel pomeriggio. Era uno di quei pomeriggi in cui la fibromialgia la faceva da padrona, ero sul divano, lo sguardo perso nel vuoto, il corpo contratto in mille punti. Un dolore che conoscevo fin troppo bene: non urlava, ma mordeva piano. Un dolore che sembrava dire: “ci sono anche io, ascoltami.” E all’improvviso mi è scappata quella frase. Così, senza pensarci troppo. Ma come fosse sempre stata lì, in attesa di uscire: “𝗠𝗮 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝘃𝗶𝘁𝗮… 𝗹𝗮 𝘀𝘁𝗼 𝘀𝗰𝗲𝗴𝗹𝗶𝗲𝗻𝗱𝗼 𝗼 𝘀𝗼𝗹𝗼 𝘀𝗼𝗽𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝗻𝗱𝗼?" Mi ha fatto tremare. Perché ho capito che da tempo non sceglievo più. Facevo. Mi adattavo. Portavo avanti tutto come se fossi un'automa ben programmato. Senza mai fermarmi a chiedermi: “𝗠𝗮 𝗶𝗼, 𝗶𝗻 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗼 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼, 𝗱𝗼𝘃𝗲 𝘀𝗼𝗻𝗼?” E intanto il corpo parlava. Parlava da mesi, da anni forse. Solo che io non avevo tempo, non avevo spazio, non avevo coraggio per ascoltarlo. Fibromialgia, dicevano. Ma per me era diventata quasi un’identità...

Ilaria pensava di aver già fatto tutto, e invece ha scoperto cose di se che non sapeva!

Immagine
Mi chiamo Ilaria. Una mattina stavo scrollando Facebook senza pensare troppo. E mi è comparsa la pagina FibroLove e ho letto il titolo del percorso che propone Valerita e quel titolo mi ha punto dentro: “Da brava bimba a donna libera”. Ho sentito un brivido. All’inizio ero scettica. Condividere emozioni, esperienze, vissuti… con perfette sconosciute? Non era da me. Ma qualcosa mi ha spinta a dire sì. E da lì sono iniziati 10 giorni intensi. Ogni esercizio scavava. Toccava corde antiche. E faceva emergere emozioni che pensavo di aver già superato: ➡️ rabbia. ➡️ ansia. ➡️ ricordi sepolti. Mi dicevo: “Ho già lavorato su di me. Che cosa potrà mai tirare fuori ancora?” E invece ogni giorno apriva una porta nuova. Ho capito che amarsi davvero non è solo una frase bella. È una pratica quotidiana. È mettersi al primo posto, anche quando fa paura. È guardarsi allo specchio e iniziare a dire: “Così come sono, vado bene.” E Valerita c’era. Sempre. Con messaggi, parole giuste, presenza. Anche ment...

Quando ho conosciuto Sara aveva 28 anni era bloccata dal dolore alle gambe!

Immagine
𝗖𝗶𝗮𝗼, 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗦𝗮𝗿𝗮, 𝘂𝗻𝗮 𝗿𝗮𝗴𝗮𝘇𝘇𝗮 𝗱𝗶 𝟮𝟴 𝗮𝗻𝗻𝗶, 𝗲 𝗼𝗴𝗴𝗶 𝘃𝗼𝗴𝗹𝗶𝗼 𝗰𝗼𝗻𝗱𝗶𝘃𝗶𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗶𝗹 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗼𝗿𝘀𝗼 𝗰𝗼𝗻 𝗩𝗮𝗹𝗲𝗿𝗶𝘁𝗮 𝗺𝗶 𝗮𝗯𝗯𝗶𝗮 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗮𝘁𝗼 𝗹𝗮 𝘃𝗶𝘁𝗮. Un po' di tempo fa, vivevo la mia vita normalmente, come ogni ragazza della mia età: uscivo, correvo, ballavo… facevo tutto quello che si suppone che una persona della mia età faccia. Ma improvvisamente, ho iniziato a sentire dei 𝗱𝗼𝗹𝗼𝗿𝗶 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗴𝗮𝗺𝗯𝗲. All'inizio lievi, poi sempre più forti, fino a farmi sentire bloccata e incapace di affrontare la mia vita quotidiana. Dopo 𝗺𝗲𝘀𝗶 𝗱𝗶 𝗱𝗲𝗽𝗿𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 e sensazioni di impotenza, mi sono trovata per caso in questo gruppo e, nonostante la timidezza, ho deciso di darmi una possibilità. Onestamente, all'inizio ero scettica. Pensavo: “Nessun farmaco ha funzionato, come può la meditazione aiutarmi a risolvere i miei dolori?” Ma la risposta è stata che, sebbene non si tratti di una pillola magi...

Mi stavo annullando!!! Chi aiuta le famiglie dei pazienti fibromialgici?

Immagine
🟣 𝗚𝗶𝘂𝘀𝗲𝗽𝗽𝗲 𝗿𝗮𝗰𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮 𝗹𝗮 𝘀𝘂𝗮 𝗲𝘀𝗽𝗲𝗿𝗶𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝗹𝗮 𝗳𝗶𝗯𝗿𝗼𝗺𝗶𝗮𝗹𝗴𝗶𝗮 💌 Quando mia moglie ha ricevuto la diagnosi di fibromialgia, non sapevo cosa fare. Ho fatto quello che mi sembrava giusto: esserci sempre, dire sempre “sì”, cercare di alleggerirle il peso di ogni cosa. Pensavo che fosse questo il modo migliore per aiutarla. Eppure, più mi annullavo, più la situazione sembrava peggiorare. Lei non migliorava, anzi, era sempre più chiusa in se stessa. Io ero sfinito, ma non lo dicevo a nessuno. Non potevo lamentarmi, non era giusto nei suoi confronti. Aveva già abbastanza dolore da affrontare. Poi, quasi per caso, ho trovato la pagina FibroLove e ho letto di questo percorso. Lo ammetto, all’inizio ero scettico. Il costo mi sembrava così basso rispetto ad altri percorsi che avevo visto, che ho pensato: “𝗣𝗼𝘀𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗶𝗮 𝗱𝗮𝘃𝘃𝗲𝗿𝗼 𝗲𝗳𝗳𝗶𝗰𝗮𝗰𝗲?”. 𝗠𝗮 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗱𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗱𝗶 𝗺𝗲 𝗺𝗶 𝗱𝗶𝗰𝗲𝘃𝗮 𝗱𝗶 𝗽𝗿𝗼𝘃𝗮𝗿...

La fibromialgia non colpisce solo chi ne soffre!

Immagine
Quando si parla di fibromialgia, si pensa subito al dolore, alla stanchezza cronica, alle difficoltà di chi ne soffre. Ma c'è un aspetto di cui si parla troppo poco: l’impatto che questa malattia ha sulla coppia. Perché la fibromialgia non colpisce solo il corpo di chi ne è affetto, ma anche le relazioni, la quotidianità, la sfera emotiva e sessuale.  🔹 Affettività: quando il dolore si mette in mezzo. Il bisogno di supporto diventa quotidiano, e spesso il partner assume un ruolo di “caregiver”, passando da compagno a “assistente”. Questo sbilanciamento può far perdere di vista la dimensione affettiva e relazionale, trasformando la coppia in una dinamica di cura più che di condivisione. Il rischio più grande? Che entrambi si sentano soli, pur essendo insieme.  Il partner che assiste può provare un senso di impotenza, chiedendosi se sta facendo abbastanza. Chi soffre di fibromialgia, invece, può sentirsi un peso, sviluppando un senso di colpa che porta a chiudersi ulteriormente...

La fibromialgia da un altro punto di vista: cosa vuol dire vivere con un soggetto fibromialgico?

Immagine
La fibromialgia è una compagna indesiderata non solo per chi la vive in prima persona, ma anche per chi la subisce passivamente, come amici, parenti, mogli, mariti, amanti 😅 che assistono inermi al dolore e alla trasformazione di una persona che amano. Ma cosa vuol dire accompagnare un soggetto fibromialgico nel suo dolore? Quanto è difficile per chi ci osserva, soprattutto se ci ama, non poter far nulla per alleviare il nostro dolore?  La fibromialgia devasta come una bomba non solo la vita di chi ne riceve la diagnosi ma anche di tutti quelli che sono intorno a noi.  Chi aiuta chi ci è vicino? E chi ci è vicino cosa può fare? Oggi voglio parlare a loro, a chi ci ama e ci vede soffrire. 💡 "Essere sempre disponibili aiuta davvero?" Quante volte ti sei trovato a dire “Sì” anche quando il tuo corpo e la tua mente ti chiedevano di fermarti? Quante volte hai messo da parte i tuoi bisogni per concentrarti solo su quelli degli altri, convinto che fosse l'unico modo per aiutar...

Ho provato di tutto ma niente ha funzionato!

Immagine
🔴 Ho provato di tutto ma niente aveva funzionato! Poi la svolta..  💬 "Avevo già fatto altri percorsi, alcuni veramente molto costosi. Mi ero affidata a specialisti, terapeuti, programmi di crescita personale che promettevano di aiutarmi a stare meglio. Ma nessuno mi aveva dato quello che ho trovato nel percorso fatto con Valerita. Per la prima volta, ho capito davvero perché il mio corpo si ribella. Per la prima volta, ho sentito che non dovevo più combattere contro di me, ma imparare ad ascoltarmi. Ho smesso di sentirmi sbagliata, di credere che fosse solo una questione di forza di volontà. E la cosa incredibile? Non servono anni di analisi: gli esercizi pratici e le riflessioni guidate hanno fatto la differenza. Ogni giorno un piccolo passo, ogni giorno più consapevolezza. E ora mi accorgo che qualcosa dentro di me è cambiato davvero.” Quante volte hai sentito dire che la fibromialgia è solo dolore fisico? Quante volte ti hanno detto di accettare la tua condizione, di conviver...

Potere Personale e Fibromialgia: ritrovarsi oltre il dolore

Immagine
Quando si vive con la fibromialgia, è facile sentirsi impotenti. Il dolore, la stanchezza, la confusione mentale e la difficoltà nel farsi comprendere dagli altri possono far sentire intrappolate, come se la malattia avesse preso il controllo della propria vita. Ma la verità è che, anche in questa condizione, esiste un potere personale che può essere riscoperto e riattivato. Cos'è il Potere Personale? Il potere personale è la capacità di scegliere per se stesse, di ascoltare i propri bisogni e di agire in base a ciò che è meglio per il proprio benessere. Non significa avere il controllo su tutto, ma riconoscere che, anche nella vulnerabilità, si può esercitare la propria volontà. Il potere personale si manifesta quando: ✔️ Si impara a dire NO senza sensi di colpa. ✔️ Si ascolta il proprio corpo senza giudizio. ✔️ Si scelgono persone e situazioni che nutrono, non che prosciugano. ✔️ Si accetta che il valore personale non dipende dalla produttività. ✔️ Si smette di lottare contro se ...

Dal Dolore alla Libertà: Superare abusi e abbandono per ritrovare te stessa !

Immagine
Ci sono esperienze che segnano l’anima in profondità, ferite invisibili che modellano la nostra identità e il nostro modo di stare al mondo. L’abuso e l’abbandono non sono solo eventi dolorosi, ma schemi che si radicano dentro di noi, influenzando le nostre relazioni, la nostra autostima e la nostra capacità di vivere pienamente. Quando da bambine abbiamo sperimentato il dolore del rifiuto, della svalutazione o della violenza – fisica, emotiva o psicologica – sviluppiamo strategie di sopravvivenza per cercare amore, sicurezza e approvazione. Una delle più comuni è il comportamento della "Brava Bambina", quella che si adatta, si annulla, cerca di non disturbare e si rende indispensabile nella speranza di essere amata. Ma questa strategia, utile per proteggerci nel passato, diventa una gabbia nell’età adulta. Cosa succede quando cresci sentendoti "non abbastanza"? Se hai vissuto esperienze di abuso o abbandono, è possibile che tu abbia interiorizzato alcuni schemi di ...

📌 Il complesso della brava bambina e la fibromialgia: un legame nascosto

Immagine
𝗧𝗶 𝗿𝗶𝘁𝗿𝗼𝘃𝗶 𝘀𝗽𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗮 𝗱𝗶𝗿𝗲 "𝘀𝗶'" 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝘃𝗼𝗿𝗿𝗲𝘀𝘁𝗶 𝗱𝗶𝗿𝗲 "𝗻𝗼"? 𝗧𝗶 𝘀𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗶𝗻 𝗰𝗼𝗹𝗽𝗮 𝘀𝗲 𝗺𝗲𝘁𝘁𝗶 𝗶 𝘁𝘂𝗼𝗶 𝗯𝗶𝘀𝗼𝗴𝗻𝗶 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗱𝗶 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗶 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗹𝘁𝗿𝗶? 𝗛𝗮𝗶 𝗽𝗮𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗶 𝗱𝗲𝗹𝘂𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗹𝗲 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗲 𝗶𝗻𝘁𝗼𝗿𝗻𝗼 𝗮 𝘁𝗲, 𝗮𝗹 𝗽𝘂𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗮 𝘁𝗿𝗮𝘀𝗰𝘂𝗿𝗮𝗿𝗲 𝘁𝗲 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘀𝗮? Se hai risposto "sì" a queste domande, potresti essere intrappolata nel complesso della brava bambina, un modello comportamentale profondamente radicato che spinge molte donne a compiacere gli altri a discapito del proprio benessere. Ma cosa c’entra tutto questo con la fibromialgia? Sempre più studi e testimonianze suggeriscono che questo schema mentale possa contribuire ad aumentare lo stress cronico, la tensione muscolare e l'ipersensibilità al dolore, aggravando la condizione di chi ne soffre. 𝗜𝗻 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗮𝗿𝘁𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼 𝗲𝘀𝗽𝗹𝗼𝗿𝗲𝗿𝗲𝗺𝗼 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲' 𝘀𝘃𝗶𝗹𝘂𝗽...

La guarigione non è cancellare il dolore, ma riprendere il controllo

Immagine
💜 La guarigione non è cancellare il dolore, ma riprendere il controllo 💜 "Guarire non significa che la ferita non sia mai esistita. Significa che la ferita non controlla più la tua vita." Chi vive con la fibromialgia sa bene cosa vuol dire sentire il proprio corpo come una prigione. Il dolore è costante, mutevole, spesso inspiegabile. La fatica è travolgente, come se ogni gesto quotidiano fosse una maratona. E poi c’è la nebbia mentale, quel senso di confusione che rende difficile concentrarsi, ricordare le cose, essere presenti nel momento. 🔹 Ma la parte più difficile non è solo il dolore fisico. È l’invisibilità. È sentirsi dire “ma non sembri malata”, “sei solo stanca”, “è tutto nella tua testa”. È la solitudine di chi non viene capito, di chi deve lottare ogni giorno per far valere la propria realtà. 💜 Eppure, tu continui. E questo è straordinario. La fibromialgia non definisce chi sei. La tua identità non è la tua malattia. Guarire, per chi vive con una condizione cr...